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Tuesday, 4 December 2007

L'Italia rimuove la parola giustizia dal vocabolario

Questo post segue il discorso che avevo iniziato qui.

Oggi il Consiglio Superiore della magistratura, l'organo di controllo della magistratura stessa, apre all'unanimità la procedura di trasferimento per Clementina Forleo, il giudice che guarda caso si stava occupando delle scalate a BNL, Antonveneta e RCS. Rea a quanto pare non di aver fatto recuperare allo Stato italiano (ossia a tutti gli italiani) 93 milioni di Euro, bensì di aver detto parole "eccessive, forzate e gravissime" (vicepresidente del CSM, Vacca). La stessa Vacca crede "che sia necessario che emerga che sono cattivi magistrati, e non perchè fanno i nomi dei politici. Questa non è una magistratura seria e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi." Le parole incriminate sono tra le altre: "complicità nel disegno criminoso" dedicate a D'Alema (attuale ministro degli Esteri) e ai suoi amichetti.

Il problema non è un ministro degli esteri che prende e organizza scalate bancarie e a gruppi editoriali. Il problema è ovviamente che il magistrato che indaga su di lui ha “leso la reputazione, il prestigio e l’immagine di uomini politici”, tra l'altro dando quel giudizio perché costretto da una legge (la Boato) già dichiarata incostituzionale.

Oltre i fatti il mio commento personale: è ormai chiaro che il potere (non solo in Italia per carità) è ormai un'entità a sè. I politici non possono essere toccati. Per puro caso gli unici due magistrati a essere "sotto processo" sono la Forleo (nunmetoccateClementina!!!) e De Magistris. L'informazione è di partito, non è più informazione è formazione, indottrinamento.

Il pentolone è davvero al limite, ho davvero paura che presto esploderà.

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